Vendere food & beverage online

di Fabio Massi

Il commercio elettronico cresce costantemente nel nostro Paese e, secondo l’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, nel 2014 ha superato il valore di 13,2 miliardi di euro, con un incremento del 17% sull’anno precedente. Tra i comparti più dinamici c’è il food & beverage (+23%), anche se il peso sull’intero fatturato e-commerce supera appena l’1%. Per approfondire alcuni aspetti del mercato online dei prodotti agroalimentari abbiamo chiesto a sei aziende italiane di raccontarci brevemente la loro esperienza.

Matteo Cascinari, cofondatore e Ceo di Blomming: «Siamo una start-up innovativa, la nostra piattaforma non è un classico marketplace, piuttosto un social commerce, uno strumento che permette di vendere qualsiasi tipologia di prodotto – cibo e bevande comprese – sui diversi media in cui si è attivi: sito web, blog personale, pagina Facebook. Ogni venditore gestisce autonomamente la commercializzazione dei propri prodotti, dal magazzino alla spedizione.
Il nostro target di riferimento sono i piccoli produttori e i piccoli artigiani che hanno come mercato di riferimento prevalentemente l’Italia. Il prodotto che va per la maggiore in questo momento è sicuramente la birra artigianale, anche se ci sono diversi altri segmenti molto richiesti come la pasta o i biscotti, sempre di produzione artigianale di qualità.

Chi vuole aprire un negozio sulla nostra piattaforma deve registrarsi: oggi abbiamo più di 100.000 utenti registrati, anche se i venditori effettivi – quelli che hanno caricato almeno un prodotto – sono 30.000, che realizzano più o meno 700 ordini al mese. Il numero complessivo di prodotti disponibili è di 530.000, mentre gli ordini generati sono circa 250.000, di cui il 3-4% riguarda prodotti del food & beverage.
Facciamo promozione esclusivamente su Internet, utilizzando gli strumenti classici di marketing su Facebook e Google, oltre alle nostre property sui maggiori social network. Fortunatamente abbiamo una base utenti abbastanza allargata, perciò il passaparola funziona molto bene.
Abbiamo iniziato tre o quattro anni fa portando a regime un modello di business che funziona molto bene. Alla fine del 2015 dovremmo arrivare al pareggio di bilancio, dopodiché sarà necessario un secondo passo per crescere ulteriormente, penso a una partnership di carattere commerciale o di carattere societaria».

Marco Magnocavallo, partner e co-founder di Boox: «Tannico.it è al momento la più grande enoteca online in Italia. Abbiamo iniziato due anni e mezzo fa seguendo il modello delle vendite private: ogni giorno presentavamo una nuova cantina con i suoi vini che restavano in vendita per cinque o sette giorni, poi al termine della raccolta degli ordini da parte dei clienti facevamo l’ordinativo complessivo per la cantina e consegnavamo agli acquirenti. Dopo i primi mesi, però, ci siamo resi conto che il vino è un prodotto particolare, poiché le persone che scoprono un vino e lo apprezzano, poi magari vogliono riacquistarlo. Abbiamo perciò introdotto un catalogo permanente, all’inizio con i top seller e mano a mano lo abbiamo allargato, superando attualmente le 2.500 etichette (a fine anno saranno 4.000). Il nostro è quindi un modello misto: vendite private a tempo e catalogo molto ampio.
Abbiamo iniziato senza stock, oggi invece abbiamo tra le 30.000 e le 40.000 bottiglie a magazzino sempre disponibili in 48 ore. Parte del nostro catalogo ci viene fornita da distributori con i quali collaboriamo, un’altra è costituita da vini di cantine che abbiamo selezionato nel tempo sul territorio e con le quali abbiamo instaurato un rapporto diretto.

Una cosa curiosa da segnalare è che, come macro aspetto, al Nord vendiamo soprattutto i vini del Meridione e al Sud quelli del Settentrione, a dimostrazione di quanto sia scarsamente capillare in Italia la distribuzione delle cantine e dei loro prodotti.
Oggi vendiamo oltre 30.000 pezzi al mese e serviamo più di 15.000 clienti, ai migliori dei quali stiamo offrendo un nuovo servizio: la possibilità di fare una chiacchierata con un nostro sommelier, da cui possono apprendere preziosi consigli.
Nell’ultima parte dell’anno apriremo all’estero, penso nel Regno Unito, in Francia e in Germania, caratterizzandoci sempre come il sito dei vini italiani».

Marco Porcaro, fondatore e Ceo di Cortilia: «Cortilia è un mercato agricolo online, il nostro focus è valorizzare le produzioni locali e le eccellenze nazionali facendo in modo che produttori agricoli, piccoli trasformatori e artigiani possano vendere i loro prodotti attraverso la nostra piattaforma internet. Non solo ortofrutta – che è la nostra offerta principale – ma anche carne, formaggi, latte e tutti quei prodotti tipici dell’artigianalità italiana che hanno bisogno di essere valorizzati attraverso un forte storytelling.
Su Cortilia ci sono due modalità d’acquisto: una in subscription, con la possibilità di abbonarsi a moduli dal contenuto predefinito in base alla stagionalità di ortofrutta, l’altra è l’acquisto singolo, per chi preferisce fare una spesa in modalità “cherry picking” selezionando i prodotti nello store e aggiungendoli nel proprio carrello.

Abbiamo più di 70.000 utenti iscritti e, secondo una nostra ricerca, il cliente tipo è una donna tra i 30 e i 50 anni, in cerca di prodotti di stagione, soprattutto del territorio, con poco tempo da dedicare alla spesa quotidiana, perciò molto interessata a un’esperienza comoda come l’acquisto con un click e la consegna a domicilio.
Siamo attivi in otto città della Lombardia e del Piemonte (Milano, Varese, Como, Monza, Pavia, Lodi, Novara e Torino), abbiamo una logistica dedicata e possiamo contare su fornitori esterni in esclusiva che, secondo le nostre indicazioni, lavorano sul nostro modello preciso di distribuzione e ci supportano in tutte quelle fasi tipiche di un modello distributivo locale o comunque fortemente organizzato sul territorio, dalla logistica di magazzino fino all’home delivery.
In termini di marketing, utilizziamo diversi canali online e offline, ma puntiamo fortemente sul “word of mouth”, il classico passaparola basato sulla qualità dei nostri prodotti e sul livello del nostro servizio».

Andrea Casalini, Ceo di Eataly Net: «Per il momento il nostro è un modello di e-commerce tradizionale: viene svolto da una location centralizzata – a Monticello d’Alba nelle Langhe – utilizzando sia il locale negozio di Eataly aperto al pubblico sia le scorte del magazzino centrale, confezioniamo i pacchi sulla base degli ordini e li spediamo attraverso corriere. Questo riguarda solo il cosiddetto secco, ancora non siamo attivi con i prodotti freschi, ma in futuro lo faremo sicuramente, magari con modelli diversi che potrebbero coinvolgere i vari negozi di Eataly.
Abbiamo un’offerta piuttosto ampia, più di 3.000 referenze, che coprono piuttosto bene la proposta food & wine di elevata qualità di Eataly. La nostra newsletter è veicolata ormai a oltre 100.000 nostri clienti, la maggior parte dei quali ha effettuato almeno un acquisto in passato. L’incidenza dell’online sul totale dei prodotti del gruppo Eataly in Italia in questo momento è di certo molto più alta di quanto sia la media sul mercato: parliamo di alcuni punti percentuali.

Il nostro pubblico è abbastanza variegato, vediamo un valore degli ordini crescente che progressivamente tocca molte categorie: persone interessate a specifici prodotti come paste di elevata qualità con relativi sughi o conservati di pesce, altre con la passione della cucina cercano soprattutto farine di alto livello, altre ancora apprezzano l’ampio assortimento di vini e birre artigianali.

[continua su «Largo Consumo»]